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La Bce rialza ancora i tassi al 4%. La Fed si ferma

Tassi Bce inviariati al 4,59% SalvaDenaro

La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, alza ancora i tassi dello 0,25% portandoli al 4% quello sui depositi al 3,50% e quello sui prestiti marginali al 4,25%e e avverte che in luglio ci saranno altri aumenti per raffreddare l’inflazione che rallenta ma resta elevata. La Fed, invece, si ferma, mantenendo i tassi nella forchetta 5%-5,25%, ma annuncia due rialzi entro fine anno.

Stangata per i mutui a tasso variabili e prestiti.

L’ultimo aumento dei tassi deciso dalla Bce è l’ottavo e avrà un impatto pesante su imprese, risparmio e prestiti, in particolare sui mutui, le cui rate per i mutui variabili saranno più care di 275 euro. Ci sarà minore credito disponibile e a tassi più elevati che potrebbe significare recessione, mentre le previsioni di crescita del Pil dell’eurozona sono state limate al ribasso.

Inflazione Eurozona ancora elevata e crescita in rallentamento

Nell’annunciare l’ultimo aumento Lagarde ha precisato che continuerà  ad aumentare i tassi, in base ai dati economici con l’obiettivo di  raffreddare l’inflazione che sta scendendo, ma è ancora elevata e si prevede che rimarrà troppo alta per troppo tempo.  L’obiettivo della Bce è portare l’inflazione  al 2%.

In base alle proiezioni macroeconomiche di giugno, gli esperti dell’Eurosistema, si attendono che l’inflazione complessiva si attesti in media al 5,4% nel 2023, al 3,0% nel 2024 e al 2,2% nel 2025.

La Bc, inoltre, ha rivisto leggermente al ribasso le stime sulla crescita per quest’anno e il prossimo: il Pil crescerà di 0,9% nel 2023 (a marzo era visto a +1%), 1,5% nel 2024 (a marzo era stimato +1,6%) e 1,6% nel 2025.

E …la Federal Reserve si ferma, ma annuncia due rialzi entro l’anno

Dopo 15 mesi e dieci rialzi consecutivi del costo del denaro, la banca centrale americana lascia invariati i tassi di interesse nella forchetta tra il 5% e il 5,25%, ma avverte che l’inflazione resta alta e prevede ulteriori due rialzi dei tassi saranno necessari entro la fine dell’anno.

La Fed dunque assicura di essere pronta a rivedere la sua politica monetaria se dovessero emergere i rischi che potrebbero impedire il raggiungimento degli obiettivi,  quelli della stabilità dei prezzi e della massima occupazione.

Descrivendo come “prudente” la decisione di una pausa nei rialzi, il presidente della Fed, Jerome Powell, ribadisce l’impegno ferreo della Federal Reserve a riportare l’inflazione all’obiettivo del 2%. E pur avvertendo come la strada sia ancora lunga per raggiungere il target, mette in evidenza che la stabilità dei prezzi è essenziale affinché l’economia funzioni per tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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