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Patrizia Puliafito
DIRETTORE RESPONSABILE
Patrizia Puliafito
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Bonus e Superbonus: cosa è cambiato

Gino Pagliuca
Casa Bonus e superbonus SalvaDenaro

Con il decreto legge n.11 del 16 febbraio 2023, entrato in vigore il 17/02/2023 è stato cancellato il superbonus 110% per chi non ha ancora presentato il Cilas (documento di inizio lavori).  Ovvero è stato cancellata la Cessione del Credito, e di conseguenza è cessato di esistere lo Sconto in Fattura.

Restano valide le detrazioni dalle imposte del 90% 70% 65% Si attendono notizie sulle cessioni del credito per chi ha già presentato cilas e iniziato lavori. Riepiloghiamo le nuove norme partendo da quelle relative al superbonus (energetico e sismico).

Bonus 110%

1 Condomini:  l’agevolazione  110% resta valida fino al 31 dicembre di quest’anno per chi ha già presentato la Cilas.

2 Edifici plurifamiliari a proprietà unitaria con un minimo di due e un massimo di quattro appartamenti le norme sul superbonus 110% si equiparano ai condomini, senza bisogno di delibere assembleari

Per chi non ha presentato la Cilas restano valide le detrazioni dalle tasse:

Per chi deve  ristrutturare casa o cambiare la caldaia o vuole investire in un nuovo impianto di produzione di energia rinnovabile, gli incentivi statali continuano ad essere un valido supporto, perché consentono, anche se su un periodo di tempo più lungo  di abbattere il costo totale dell’intervento.

La spesa  dovrà essere anticipata ma potrà essere detratta dalle tasse in 10 quote:

  • per le spese effettuate nel 2023: l’agevolazione è del 90%.
  • per i lavori del 2024 : la detrazione è del 70%
  • per lavori effettuati nel 2025: la detrazione è del 65%

3 Case indipendenti e quelle assimilate (come le villette a schiera o le residenze con ingresso e impianti autonomi negli edifici condominiali) il requisito temporale rimane quello già previsto:

  • 110% per i lavori effettuati entro il 31 marzo 2023 se i proprietari hanno certificato il raggiungimento di almeno il 30% dei lavori entro  30 settembre 2022
  •  90% se i lavori sono iniziati dopo il 30 settembre 2022, nel rispetto di due condizioni:
    • l’immobile deve essere una prima casa
    • il reddito familiare non dove superare i 15mila euro. ll computo  si effettua sommando i redditi lordi dell’anno precedente alla richiesta di agevolazione di tutti i componenti del nucleo:
      • 15mila euro per i single,
      • 30 mila euro per due, 3
      • 7.500 per tre,
      • 52.500 per 4 e più.

Situazioni particolari:

  •  gli  immobili situati in aree interessate da eventi sismici maggiori a partire dal 2009 hanno diritto al 110% fino a tutto il 2025;
  • gli edifici gestiti dagli Iacp e assimilate (ad esempio le cooperative indivise) hanno diritto al 110% fino al 31 dicembre 2023, purché al 30 giugno sempre del 2023 risulti effettuato almeno il 60% dei lavori;
  • per i lavori di demolizione e ricostruzione per cui è obbligatoria la richiesta di autorizzazione edilizia e non è prevista la Cilas, la richiesta del titolo abilitativo per mantenere il 110% deve risultare effettuata entro il 31 dicembre 2022.

Come risolvere la cessione del credito

Il decreto Aiuti IV  prevede la  possibilità di effettuare un passaggio in più per i crediti:

  • dopo la prima cessione (anche sotto forma di sconto in fattura) rimane l’obbligo di effettuare ulteriori passaggi solo verso soggetti
  • finanziari vigilati (banche, assicurazioni, finanziarie).
  • Quando il quarto passaggio avviene a favore di una banca, questa può cedere a sua volta i crediti ai suoi clienti professionali e alle partite Iva. Lo scopo è alleggerire i cassetti fiscali delle banche permettendo loro di avere il margine fiscale necessario per accettare nuove cessioni.
  • Per le imprese che hanno effettuato lo sconto in fattura per il superbonus e che non riescono a cedere i crediti è prevista una garanzia della Sace.

 Il decreto del 16 febbraio

Con il decreto legge emanato il 16 febbraio si sono però aggiunte nuove limitazioni. Le cessioni sono possibili solo per i lavori del Superbonus per cui sia stata presentata la Cilas o la richiesta di autorizzazione edilizia prima del 17 febbraio 2023 (data di entrata in vigore del decreto); per le opere agevolabili con gli altri bonus la data discriminante è sempre quella del 16 febbraio. Entro quel giorno deve essere presentata la Cila o al richiesta di autorizzazione edilizia. Non è chiaro invece come sarà determinato l’inizio lavori per i lavori (ad esempio il cambio di infissi o di una caldaietta) quando non è prevista la comunicazione al comune.

Tempi e aliquote dei bonus non vengono modificati ma siccome l’unica modalità per usufruirne è quella del rimborso fiscale e quindi è necessario anticipare tutta la somma, è ovvio lavori di importo rilevante ne saranno fatti ben pochi da chi non può più usufruire della cessione del credito.

Riqualificare vuol dire: Investire nel Risparmio

Una nuova caldaia o un impianto fotovoltaico si ripagano  nel giro di pochi anni, grazie ai risparmi sulle bollette di luce e gas. Per questo motivo, l’intervento di riqualificazione deve essere visto come un vero e proprio investimento.

Negli ultimi mesi, infatti, la crisi energetica ha mostrato chiaramente che chi ha investito soldi nelle rinnovabili ad uso domestico o ha investito in riqualificazione energetica è stato meno intaccato dalle bollette pazze, riuscendo a garantire maggiore serenità economica alla propria famiglia.

Il ricorso al finanziamento bancario per investire sull’efficientamento della casa torna ad essere la principale opzione praticabile per i cittadini.

Gli altri bonus

  •  Bonus facciate cancellato
  •  Bonus arredi per il 2023 sarà di 8000 euro Il
  •  Bonus sull’abbattimento delle barriere architettoniche  prorogato fino al 2025.
  •  Ecobonus, sismabonus ordinario e il bonus ristrutturazione rimangono in vigore fino al 2024 con le regole Dal 2025 qualora non vi fossero modifiche normative  questi bonus resteranno ma con l’aliquota ridotta al 36%

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © 20 Febbraio 2023

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