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Patrizia Puliafito
DIRETTORE RESPONSABILE
Patrizia Puliafito
Patrizia Puliafito

Mutui: tassi ai minimi storici.

Gino Pagliuca
Mutui: variabile o fisso. Tassi ai minimi storici

Per chi vuole comprare casa, questo è il momento giusto: i prezzi della casa sono bassi e i tassi dei mutui al minimo storico. Ottenere un mutuo però non è facile. Come muoversi? I dieci migliori mutui.

Per comprare casa e accendere un mutuo è un buon momento, ma  ottenere un mutuo è  un’operazione complicata perché i requisiti richiesti sono  rigorosi. Vediamo cosa bisogna sapere per non fare errori.

 I requisiti per ottenere un mutuo

Ogni banca usa criteri diversi per giudicare l’affidabilità del cliente, ma ci sono tre fattori di valutazione validi per tutti:

  •  il rapporto tra la somma chiesta e il valore della casa data in garanzia. Per legge la somma non può superare l’80% del valore dell’immobile. Per ottenere un importo più consistente oltre l’80% occorre fornire altre garanzie.
  • la rata. Nel caso di mutuo a tasso fisso la rata non deve superare un terzo del reddito  mensile al netto di altri debiti. Nel caso di mutuo a tasso variabile deve essere del  25% del reddito mensile, sempre al netto di altri debiti.
  • tipo di reddito: se siete lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato potrete ottenere un mutuo con facilità. Le difficoltà aumentano se siete lavoratori autonomi con redditi incerti.

Tasso fisso o variabile

Il tasso variabile  costa meno in partenza, ma  le rate nel tempo possono cambiare. Infatti il costo della rata è calcolato in volta sulla base dell’andamento del parametro a cui è il mutuo è indicizzato (a cui la banca di solito aggiunge una maggiorazione detta spread). Di norma l’indice utilizzato per i tassi variabili  è l’Euribor, ( il tasso a cui le banche si scambiano il denaro a breve termine).

Mutui variabili ai minimi storici

Negli ultimi anni il valore dell’Euribor è diventato addirittura negativo, per cui anche sommandovi lo spread i a tassi oggi si aggirano intorno all’1% (vedi tabella tassi variabili) mentre per il tasso fisso, oggi, bisogna mettere in conto in media circa un punto in più (vedi tabella tassi fissi). 

Come si può vedere nelle tabelle per ogni prodotto sono riportati due tassi: il primo è quello nominale e il secondo è l’effettivo che tiene conto anche di quanto pesano le spese legate alla concessione del finanziamento ed è quello da considerare quando si confrontano i prodotti.

MUTUI FISSI OTTOBRE 2017Confrontando le due tabelle si ha un’idea della differenza tra mutuo fisso e variabile.

La rata media dei 10 tassi fissi qui presenti è di 603 euro al mese.  La rata iniziale dei variabili è in media di 549 euro.

Se però, nel giro di un anno, l’Euribor salisse di un punto la rata del mutuo variabile salirebbe a 644 euro e se vi fosse un rincaro del costo del denaro di due punti, la rata salirebbe addirittura a 740 euro.

In  tre anni la variazione di un punto porterebbe la rata a 635 euro e con due punti in più si arriverebbe a 722 euro.  Dimostrato che con il tasso variabile si risparmia subito, ma è una scommessa sul futuro.

Consiglio

In una fase di tassi in aumento conviene riflettere: tenere conto del numero di anni del rimborso e ipotizzare quanto potrebbero incidere i possibili rialzi sulle rate.

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RIPRODUZIONE RISERVATA © 17 ottobre 2017