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Dazi: s’inasprisce l’effetto su pmi ed economia

Omar Angelino*
I dazi di Trump rallentano le pmi cinesi e l'economia globale SalvaDenaro

I dazi imposti da Trump rallentano l’attività delle pmi, in particolare delle cinesi, e l’economia mondiale

Secondo accreditate fonti della Casa Bianca, a breve, Trump dovrebbe annunciare dazi del 25% su 200 miliardi di dollari sulle importazioni dalla Cina. L’amministrazione ha già definito i prodotti su cui i dazi saranno applicati (principalmente beni di consumo), ma originariamente il livello era stato fissato al 10%. Ora la strategia sembra essere più aggressiva. Immediata la reazione dei mercati azionari cinesi che hanno chiuso la settimana scorsa con un segno negativo.

Effetto sulle pmi di tutto il mondo

A gettare benzina sul fuoco hanno contribuito anche i dati delle piccole e medie imprese cinesi che hanno segnalato un rallentamento nel manifatturiero e  dei servizi  che finora erano stati motore della crescita. Significativa anche la discesa dei sottoindici relativi alle aspettative future, segno che la guerra dei dazi sta cominciando ad intaccare la fiducia delle aziende.

Gli indici delle pmi globali  confermano un quadro complessivo di rallentamento della crescita. I segni più evidenti di rallentamento  provengono dal continente asiatico, ma tutti i principali motori di crescita – US, Europa, Cina e Giappone – sembrano aver superato il loro punto più alto. Certo non si può parlare di un crollo dell’attività, ma  di un più generalizzato rallentamento nella maggioranza dei paesi che mostrano un saldo negativo rispetto a uno, 3 e 12 mesi fa. .

Che il rallentamento sia dovuto alla guerra commerciale lo segnalano anche i sotto-indici ‘forward-looking’ riguardanti i nuovi ordini, che risultano particolarmente deludenti.

Dei 31 paesi interessati, il 74% ha visto una riduzione di nuovi ordini nell’ultimo mese e l’84% negli ultimi sei mesi. Il declino è stato più evidente nell’area asiatica, in  Giappone, in Europa (in particolare Italia e Francia) .

Che la guerra commerciale imposta da Trump abbia  effetti  negativi per il mercato è evidente anche dal rafforzamento del dollaro e da una Fed  più aggressiva.  Nel complesso, però, con lo yuan ai minimi e i primi segnali di un rallentamento globale (indipendente dalla trade war), la Cina rimane l’evidente epicentro di preoccupazione.

Eurozona

Nei mesi primaverili il Pil è andato peggio del previsto, crescendo dello 0.3%  dopo lo 0.4%  del primo trimestre. Il rallentamento rispetto allo 0.7% dell’ultimo trimestre 2017 è assai evidente. Ad andare peggio sono stati i consumi  domestici, ma  anche il commercio estero è stato negativo.  In Italia si segnala un netto peggioramento  dell’indice di fiducia del settore manifatturiero.[

*Responsabile wealth management di Banca del Piemonte

RIPRODUZIONE RISERVATA © 7 agosto 2018