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Patrizia Puliafito
DIRETTORE RESPONSABILE
Patrizia Puliafito
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Btp50: i rendimenti dei matusalemmi europei a confronto

Paolo Brambilla
L'Euro attende le mosse della Bce SalvaDenaro

Il Btp50, scadenza nel 2067, al risparmiatore privato non conviene.

 

Il Tesoro ha emesso il Btp più longevo della storia, con una vita di cinquant’anni e sei mesi (scadenza marzo 2067)  e un rendimento di circa 2,85%. Oggi un tasso interessante, ma a chi conviene?

Intanto c’è da chiedersi se tutti quelli che investono in questo titolo saranno ancora vivi alla scadenza. E’ più verosimile ritenere  che chi compra questo titolo lo faccia per gli eredi. Allora occorre  essere sicuri di non aver bisogno di quel capitale  nel corso dei prossimi anni. Infatti, cercando di venderlo in Borsa, soprattutto nel caso che i tassi dovessero risalire, il titolo sarebbe venduto a un prezzo parecchio più basso di quello pagato all’ acquisto.

L’altra  considerazione, abbastanza spaventosa (come la definiva anche il Corriere della Sera, riferendosi ai titoli emessi da Stati)  è la bolla finanziaria  collegata al debito pubblico di tanti Paesi Una bolla che se scoppiasse potrebbe provocare un cataclisma tremendo e gli osservatori del mercato sono quasi certi che questa bolla possa scoppiare nel medio periodo.

I TITOLI MATUSALEMME EUROPEI A CONFRONTO:

TITOLO   scadenza  cedola  prezzo    rendimento
 Italy 67 Btp 50 2.80  01.03.67  2,80%  96,60  2,85% *
 Belgium 66 OLO 2.15  22.06.66  2,15%  121,79   1,31%
 France OAT 66 1.75  25.05.66  1,75%  111,00   1,23%
 France OAT 60.4  25.04.60   4,00%   195,73  0,85%
 Oesterreich 62.144A 3.8  26.01.62  3,80%  204,09  0,72%
 Spain 64.4  31.10.64  4,00%  135,00  2,35%

*Rendimento all’emissione

 

Alle banche conviene

Alle banche quello che avverrà nel lungo termine interessa poco. A loro basta incassare un po’ di ricchi interessi finché dura e nel caso del Matusalemme italiano quel che importa è che fra cinquantanni l’Italia sia ancora in piedi per onorare il proprio impegno. Dunque, visto che l’interesse proposto oggi, in una fase d’interessi a zero, è interessante, le banche e gli investitori istituzionali  (fondi, compagnie assicurative) possono rischiare. A loro conviene tenere in portafoglio un titolo che rende qualcosa.

Ma per il risparmiatore è conveniente?

Per i i risparmiatori privati il discorso cambia. Cinquant’anni sono veramente troppi per attendere il rimborso, e per quanto la deflazione oggi sia lo scenario più probabile dei prossimi anni, un’eventuale impennata dell’inflazione porterebbe i Btp a perdere  valore.

Dunque, a meno che non si voglia investire per gli eredi, conviene riflettere prima di comprarlo. E nel caso ricordarsi di riscuotere semestralmente gli interessi e reinvestirli.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © 23 ottobre 2016