Risparmio, investimenti finanziamenti
Patrizia Puliafito
DIRETTORE RESPONSABILE
Patrizia Puliafito
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Buon senso e prudenza sono le regole indispensabili, oggi, per un buon investimento

Paolo Brambilla
Serve buonsenso per investire SalvaDenaro

 Buon senso nell’interpretare i cambiamenti dei mercati  e prudenza nel modo di affrontarli.

Insieme al buon senso per interpretare i dati statistici e alla prudenza nell’applicare le regole di base, gli investitori devono essere pronti ad affrontare con rapidità gli inevitabili cambiamenti dei mercati, raramente prevedibili.  

Comprendere le dinamiche dei mercati

Sebbene i mercati finanziari esistano da centinaia di anni, comprenderne le dinamiche e capire come si verificano le crisi  è sorprendentemente limitato. Prevedere le crisi finanziarie è come prevedere gli uragani. Come alcuni economisti sostengono: per creare modelli di formazione  degli uragani finanziari, sulla base dell’esperienza delle  crisi succedutesi negli anni  e formulare ipotesi sul futuro  suffragate dai dati,  occorrerebbe monitorare molte situazioni. Fortunatamente per gli investitori, però, gli uragani finanziari si verificano molto meno frequentemente degli uragani naturali e sono pochi gli investitori che hanno visto più di una dozzina di gravi crisi dei mercati finanziari. Dunque, sulla base di un piccolo campione, è difficile ricavare regole affidabili sulle condizioni di stress dei mercati.

Algoritmi e regole aritmetiche aiutano a limitare i rischi dell’investimento?

Con la crisi finanziaria, che ha portato la distruzione di valore nei portafogli di molti risparmiatori si è diffuso un certo disagio nei confronti delle tecniche di investimento automatiche, basati su algoritmi e regole aritmetiche. Tuttavia, negli ultima anni, la passione per le tecniche computerizzate è tornato, premiando terminologie come “factor investing”, “smart beta” e “volatility control”. E’, quindi, ragionevole chiedersi: esistono degli automatismi per investire, limitando i rischi? Qualche dubbio in proposito è lecito, anche perché talvolta i dati possono essere manipolati, volontariamente o meno, o semplicemente interpretati erroneamente, portando a  conclusioni inattendibili.

La teoria delle scimmie 

La “teoria della scimmia instancabile” sostiene che una scimmia con una macchina da scrivere, se le si concede un periodo di tempo sufficiente, scriverà le opere complete di William Shakespeare, anche se batte sui tasti della macchina da scrivere in modo casuale. Con un numero infinito di scimmie per un numero infinito di anni è possibile che ciò avvenga, ma questa è la teoria. La pratica è un’altra cosa. Allo stesso modo, di fronte a centinaia di ricercatori di tutto il mondo che per avere successo cercano regole certe di come funzionano i mercati di negoziazione, gli investitori devono fare attenzione. Il buon senso suggerisce di non fidarsi di modelli poco  credibili, come  quello delle scimmie.

Le regole del buon senso

  • Non mettere tutte le uova nello stesso paniere (diversificazione).
  • Non basarsi sullo stesso produttore di panieri (diversificazione della controparte).
  • Ribilanciare regolarmente i portafogli in modo da mantenere una ripartizione del rischio, in linea con la propensione al rischio desiderata.
  • Non seguire la massa e le mode: “essere prudenti quando gli altri sono aggressivi, aggressivi quando gli altri sono prudenti” (Warren Buffett).

Per concludere: le regole, di per sé, non sono né buone né cattive.  Importante è capire i limiti degli approcci basati su regole statiche

RIPRODUZIONE RISERVATA © 30 dicembre 2016