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Patrizia Puliafito
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Cina: è inziato l’anno del maiale. Cosa porterà?

Rob Marshall-Lee°
2019 anno del maiale. Buone prospettive per la Cina SalvaDenaro

L’Anno del Maiale cosa porterà all’economia cinese? Conviene investire in Cina? Le previsioni di Rob Marshall-Lee, Head of Asian and emerging equities Newton IM BNY Mellon

Il pessimismo  sulla Cina è eccessivo. Molte delle migliori opportunità di investimento azionario in un’ottica pluriennale, oggi, sono proprio in titoli cinesi che si sono indeboliti negli ultimi mesi

Negli ultimi 12 mesi si sono scatenate delle paure enormi sulla Cina. Tuttavia, se guardiamo l’andamento dei mercati azionari cinesi nel 2018,  è vero che l’Indice MSCI China ha perso terreno, ma ha pur sempre sovraperformato l’indice europeo  e scambia ancora a rapporti forward di prezzo/utile (P/E) sostanzialmente più bassi rispetto alle azioni europee.

I risultati passati

Nel 2015 e nel 2016 è stato il mercato dei mutui a guidare l’economia cinese. Il governo, chiaramente, si è preoccupato della rapida crescita del credito, soprattutto attraverso il settore dello shadow banking (il sistema bancario ombra, vale a dire il totale dei finanziamenti effettuati attraverso canali alternativi a quello degli enti di credito). La stretta sull’offerta di credito non controllata che ne è seguita sta iniziando oggi a far sentire i propri effetti sull’economia reale, attraverso una crescita più normalizzata e lenta del PIL nominale.

Il futuro: le società più promettenti su cui investire

L’economia cinese continua la sua transizione da una crescita guidata dagli investimenti a un’espansione determinata principalmente dai consumi, soprattutto nel settore dei servizi.

I protagonisti, oggi, sono le società private focalizzate sulla ricerca di profitti e a bassa intensità di capitale, diversamente dalla fase precedente, quando erano le banche statali a iniettare credito in altre società pubbliche o in costruttori edili a finanziamento statale.

In questa nuova fase, c’è da aspettarsi che il PIL cinese rallenti, ma migliorerà. Un tasso di espansione più lento è prevedibile ma, a nostro avviso, non dovrebbe danneggiare le aree dell’economia cinese rivolte ai consumi, anche perché di pari passo sta aumentando la quota del PIL determinata dalla crescita dei salari. Le politiche più recenti mirano a facilitare la fornitura del credito e ad aiutare le classi medie attraverso tagli all’Iva e alle imposte sul reddito.

Il settore terziario rappresenta una quota crescente del PIL e domina la nuova fase di crescita basata sui consumi.

In aggiunta, i cambiamenti delle politiche cinesi sull’educazione, sulla sanità, sulle assicurazioni e sul web promettono bene per i settori dei servizi. Questi business tendono ad avere ritorni più alti sulle azioni, governance migliori e un potenziale di crescita sostenuto: tutte considerazioni chiave per gli investitori che mirano a ottenere ritorni compositi nel lungo periodo.

Numerose le opportunità per chi vuole investire nella Cina

Ci troviamo a un punto attraente per chi vuole investire nelle migliori società cinesi (che sono numerose) perché i timori sulle guerre delle tariffe e le politiche monetarie precedentemente stringenti hanno creato buone opportunità sul mercato. Inoltre, l’indebolimento della valuta cinese contro il dollaro ha compensato in larga parte la riduzione di competitività causata dall’aumento delle tariffe.
I settori più attraenti per gli investitori azionari

I risultati di bilancio delle società cinesi nel 2018 sono stati contrastati, ma certamente non catastrofici. Dopo due anni di vendite estremamente robuste, guidate dagli stimoli pubblici per le aziende locali, il mercato domestico delle automobili ha subito una contrazione di breve termine. Tuttavia, il rallentamento di questo settore ha poche conseguenze per gli altri comparti.

I settori migliori: educazione, cosmetici, lusso

Vediamo una forte crescita per molte società cinesi rivolte ai consumatori e per le multinazionali con fatturato in Cina, in settori come l’educazione, il lusso e i cosmetici. Persino le importazioni di auto, nonostante l’aumento delle tariffe, stanno andando bene, perché sono meno influenzate dal taglio dei precedenti stimoli finanziari.

*Head of Asian and emerging equities di Newton IM (BNY Mellon)

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RIPRODUZIONE RISERVATA © 13 Febbraio 2019