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Patrizia Puliafito
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Mps: i piccoli risparmiatori saranno davvero tutelati?

Patrizia Puliafito
Mps i piccoli risparmiatori saranno tutelati?

Mps non è riuscita a reperire sul mercato i soldi per la ricapitalizzazione, ma con il decreto salva banche anche i risparmiatori sono salvi?

 

 

Fallito il reperimento dei capitali sul mercato

Con l’operazione di concambio obbligazioni-azioni,  Mps non è riuscita a raccogliere il denaro sufficiente per  l’ aumento del capitale di Mps. Così preso atto del fallimento, il  ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha dichiarato che “la tutela dei piccoli risparmiatori sarà totale”, con l’approvazione del decreto sul salvataggio delle banche, con particolare riguardo al Monte dei Paschi di Siena. 

Dunque sembrerebbe che anche gli oltre cinque milioni di correntisti di Mps dovrebbero essere al riparo dal rischio di bail-in, che li avrebbe costretti a farsi carico del costo del salvataggio dell’istituto insieme a obbligazionisti e azionisti e secondo la normativa europea bail-in  recepita in Italia che, in caso di fallimento, impone a concorrere  al salvataggio   anche i correntisti con soglie sopra i 100 mila euro (la banca infatti, in casi estremi, può intervenire sugli importi eccedenti i centomila euro in giacenza sui conti correnti e conti di deposito, fino a tale soglia i soldi sono garantiti dal Fondo Interbancario)

Chi sono i risparmiatori più tutelati e quelli più esposti

 I più tutelati sono quelli che hanno sottoscritto obbligazioni ordinarie (o “senior”), mentre i più esposti sono quelli che hanno sottoscritto le obbligazioni subordinate. Le obbligazioni subordinate si suddividono a loro volta in vari tipi, a seconda del rischio. Le Tier 2 dovrebbero essere le meno rischiose (rispetto alle Tier 1) e dovrebbero essere circa 40 mila i piccoli risparmiatori (retail) che hanno comprato tali obbligazioni da Monte dei Paschi di Siena. Secondo quanto annunciato da Padoan, gli obbligazionisti retail (cioè che hanno acquistato individualmente e non in stock le obbligazioni, a differenza dei professionisti che acquistano da altri professionisti  e delle aziende che comprano in grandi quantità, potranno approfittare di un meccanismo per convertire le proprie obbligazioni in azioni. Questo meccanismo, in base alle norme comunitarie, viene attivato dalla banca stessa.

Gli obbligazionisti retail potranno quindi vendere le proprie azioni al Tesoro, che le acquisterà grazie al fondo da 20 miliardi appositamente creato, e che in cambio restituirà  obbligazioni ordinarie del medesimo valore.

Le zone d’ombra

Sembrerebbe dunque che  la tutela dei risparmiatori sia assicurata. Ci sono tuttavia delle incertezze ancora non dissipate dal comunicato stampa del governo. In particolare, resta incerto quali saranno le obbligazioni ordinarie che verranno date ai risparmiatori in cambio delle loro obbligazioni subordinate.

La seconda incertezza  è: quali saranno i risparmiatori che saranno salvi. Saranno piccoli risparmiatori come definiti dalla Mifid? Oppure saranno  tutti i possessori delle vecchie obbligazioni subordinate Tier 2? 
La differenza non è da poco, perché se si considerano tutti i possessori delle vecchie Tier 2 verrebbero ricompresi anche gli investitori professionali (fondi pensione, fondi comuni, assicurazioni etc.).

Se invece la tutela riguardasse la popolazione dei  clienti retail così come definiti nella direttiva europea Mifid, il rischio sarebbe di non tutelare chi ha acquistato le obbligazioni tramite un intermediario, che risulterebbe invece escluso.

Entrambe le questioni al momento non sembrano risolte. 

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RIPRODUZIONE RISERVATA © 12 gennaio 2017