Risparmio, investimenti finanziamenti
Patrizia Puliafito
DIRETTORE RESPONSABILE
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Arca e Anima firmano i primi Pir. I fondi esentasse che investono sull’Italia.

Patrizia Puliafito
Pir i piani di risparmio

Arca e Anima hanno lanciato i loro  primi  Pir . I fondi che investono nell’economia reale italiana e sono esentasse.

 

Sono già disponibili per i risparmiatori i primi due Pir (piani individuali di risparmio). I fondi che investono nell’economia reale italiana, in particolare nelle piccole e medie imprese non quotate. Sono soluzioni che nascono proprio per sostenere l’economia italiana e pertanto devono rispettare alcuni vincoli d’investimento, ovvero devono destinare almeno il  70%  del portafoglio  alle obbligazioni e azioni di società  italiane o degli Stati membri dell’Ue con  attività stabile in Italia. Di  questo 70%, almeno il 30%  (equivalente al 21% del valore complessivo del fondo), deve essere investito in obbligazioni o azioni di società italiane o dell’Eurozona non comprese nell’indice Ftse Mib di Borsa Italiana o in altri indici equivalenti. I Pir sono esentasse, ovvero se tenuti per almeno cinque anni, non si pagherà l’imposta sul rendimento che è del 26% sulla parte azionaria e del 12,5% su quella obbligazionaria.

I primi due Pir già disponibili

Arca Economia Reale Bilanciato Italia, firmato Arca Sgr, è un fondo aperto di diritto italiano, bilanciato obbligazionario,con due linee, di cui  una è  Pir e investirà  il 30%  del capitale in azioni e il 50% in obbligazioni di aziende italiane  che svolgono attività diverse dall’immobiliare. Il fondo non prevede la distribuzione di proventi. L’investimento minimo è di 100 euro. Il massimo è 30 mila euro all’anno e 150 mila euro nei cinque anni. Il fondo non ha rischio cambio. La commissione di gestione annuale è dell’1,35%.

 Anima Crescita Italia, firmato da Anima Sgr,  un fondo bilanciato che investe il 65% del portafoglio in obbligazioni; il 30% in azioni e il 5% in liquidità e depositi bancari.  Investimento minimo 500 euro. A certe condizioni il fondo potrebbe distribuire utili e all’atto della sottoscrizione, l’investitore  può scegliere tra il reinvestimento dei proventi o incasso degli stessi. Il fondo è esposto al rischio cambio nella misura del 30% e ha un profilo di rischio complessivo medio (il livello di volatilità sarà contenuto tra il 5 e il 10%). La commissione di gestione annua è dell’1,35%. E’ prevista anche la commissione di sottoscrizione del 4%.  

 

 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © 1 febbraio 2017