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Patrizia Puliafito
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Caro bollette luce e gas, come risparmiare

Redazione
Bollette luce e gas: impariamo a leggerle SalvaDenaro

Luce e gas: prima di tutto impariamo a leggere le bollette. E per risparmiare è bene confrontare le offerte ed evitare servizi accessori inutili.

L’ennesimo rinvio del passaggio definitivo al mercato libero dell’energia, slittato al 1° luglio 2020 con un emendamento al decreto Milleproroghe, dimostra che l’Italia non è ancora pronta a dire addio al Servizio di Maggior Tutela, il regime tariffario stabilito dall’ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Una situazione quasi paradossale, se consideriamo che la possibilità della libera scelta del gestore è in vigore dal 2003 per il gas e dal 2007 per l’elettricità, peraltro con alterne fortune: da un lato ci sono famiglie che hanno tratto vantaggio dalle offerte del libero mercato, dall’altro c’è chi si è ritrovato a pagare bollette esorbitanti per non aver scelto le tariffe più adatte alle proprie esigenze o per essersi perso nei cavilli contrattuali.

Nonostante il proliferare in rete di utili guide su come scegliere il fornitore gas più conveniente senza dimenticare quelle per l’elettricità, le grandi difficoltà degli italiani consistono infatti nel saper leggere i propri consumi, per poi operare la scelta migliore tra le offerte del mercato libero, con il “fai da te” o con l’utilizzo degli ormai famosi comparatori online. Ecco, allora, cinque utili consigli per leggere la bolletta e risparmiare su luce e gas.

Come leggere la bolletta

A partire dal 2015, con la progressiva introduzione della Bolletta 2.0, le principali informazioni sulla fornitura luce o gas sono più chiare rispetto al passato. Ad esempio, nel primo foglio della fattura è possibile trovare la sintesi dei dati più importanti: tipologia e indirizzo della fornitura, riferimento della fattura, identificativo del cliente, riepilogo dei costi, periodo di fatturazione, indicazioni per l’autolettura, stato dei pagamenti e informazioni sul gestore. A partire dal secondo foglio, invece, vengono esplicitati i costi in base al periodo e alle eventuali fasce/taglie previste dal contratto.

In base all’Articolo 3 della Legge 14 novembre 1995, n. 481 in materia di “Disposizioni relative all’Autorità per l’energia elettrica e il gas e altre disposizioni concernenti il settore elettrico”, pubblicata su GU Serie Generale n.270 del 18-11-1995 – Suppl. Ordinario n. 136, i costi totali in bolletta sono il risultato di elementi fissi, stabiliti dall’ARERA, e variabili, dipendenti dai consumi. Per risparmiare, quindi, l’utente finale deve saper riconoscere le varie voci di spesa, in particolare quelle variabili che rappresentano il criterio principale nella scelta di un’offerta del mercato libero.

Gas: le voci di spesa sono le seguenti:

  • materia gas naturale, trasporto e gestione del contatore, oneri di sistema e imposte.
  • i costi per la materia gas naturale sono frutto di una quota fissa, calcolata su base annua, e sulla quota energia, ovvero il valore indicato con “€/Smc”.
  • la quota energia è l’unica parte variabile delle tariffe gas ed è quella su cui puntano, spesso proponendo il prezzo bloccato per uno o due anni, i fornitori del mercato libero per conquistare i nuovi clienti.
  • la bolletta ha anche altre parti variabili, ma queste sono indipendenti dal gestore scelto, in quanto crescono in rapporto ai consumi, in base alle specifiche fornite dall’Authority su base annua o trimestrale. Ci riferiamo alla quota energia (€/Smc) per il trasporto e gestione del contatore, oltre alle imposte relative alle accise, all’IVA e al’addizionale regionale, quest’ultima quando prevista.

Luce: la composizione della bolletta non differisce molto da quella del gas. Anche per l’elettricità i costi finali sono:

  • la somma di elementi fissi e variabili, ai quali si aggiunge la spesa per le rate del canone RAI, ben evidenziata e presente solo nel caso questa sia dovuta.
  • come per il gas, l’unico prezzo variabile della tariffa è quello relativo alla quota energia, ovvero il valore indicato con “€/kWh” e composto da: prezzo dell’energia, perdite di rete (fatturate a parte nel mercato libero), dispacciamento e perequazione. Se la quota energia è ciò che fa la differenza nella scelta di un’offerta del mercato libero, a patto che non si desiderino servizi accessori, anche nella bolletta elettrica ci sono voci variabili con prezzi stabiliti dall’Arera. In particolare, si tratta della quota potenza relativa ai kW impegnati e della quota energia (€/kWh), quest’ultima calcolata in base ai consumi sia per il trasporto e la gestione del contatore, sia per gli oneri di sistema. Al tutto, sempre come per il gas, si aggiungono le imposte.

Come risparmiare

Come possiamo leggere anche sulla guida realizzata dal comparatore di tariffe e utenze domestiche Facile.it, il risparmio sul gas si ottiene da una corretta lettura dei consumi sulle bollette del gas, quindi,

  • in relazione al costo della quota energia: se l’attuale fornitore è più costoso rispetto ad altri, con le varie offerte che sono facilmente consultabili attraverso i comparatori online, è bene valutare un cambio.
  • prima di lasciarsi sedurre dalle promozioni, però, valutate con attenzione il periodo di validità dell’offerta, se relativa la prezzo bloccato, e alle varie condizioni contrattuali.
  • per risparmiare, inoltre, evitate di sottoscrivere i servizi accessori che non ritenete fondamentali, dall’assicurazione all’assistenza h24, e optate per la bolletta elettronica rispetto a quella cartacea: nell’era digitale, con le comode app per smartphone e tablet, sprecare 1 o 2 euro a bolletta è un errore da non commettere. Infine, ricordatevi che oggi cambiare gestore energetico è facile come per la telefonia, in quanto non sono previste interruzioni del servizio ed la maggior parte delle procedure sono a carico delle aziende fornitrici.

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RIPRODUZIONE RISERVATA © 24 Ottobre 2018

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