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Draghi mette le ali all’euro e il dollaro canadese recupera dopo il rialzo dei tassi

Carlo Alberto De Casa*
L'Euro vola sulle parole di Draghi SalvaDenaro

Draghi lascia invariati i tassi e l’euro si rinforza sul dollaro, mentre la Bank of Canada dà ossigeno al dollaro canadese rialzando i tassi.

La BCE lascia i tassi invariati e conferma il Quantitative Easing con l’attuale ritmo di acquisto mensile di 60 miliardi di euro, sino alla fine di dicembre 2017. Draghi potrebbe iniziare a muoversi dal 2018 con un  tapering (il rientro dalle politiche monetarie espansive attuali) che se attuato in modo deciso potrebbe essere il segnale di avvicinamento ad un rialzo dei tassi anche sul fronte europeo, con il risultato di spingere ancora al rialzo l’euro sul mercato forex. Intanto, però, dopo le parole di Draghi del 20 luglio, la  moneta unica  vola e supera  l’1,16 nel rapporto con il dollaro Usa.

La governatrice della Federal Reserve dopo aver rialzato i tassi due volte quest’anno (che si aggiungono ai due precedenti rialzi di a fine 2015 e fine 2016) dovrebbe fare un ulteriore ritocco entro fine anno, e proseguire con altri  3 nel 2018 ed altrettanti nel 2019.

Le quotazioni euro dollaro in un grafico settimanale. Piattaforma ActivTrader

Boccata di ossigeno per il dollaro canadese

La mossa della scorsa settimana di Stephen Poloz, governatore della Bank of Canada, che ha alzato i tassi canadesi  portandoli da 0,50 a 0,75% e ne ha approfittato il dollaro canadese, che ha recuperato terreno. Molti hanno interpretato questa mossa come un segnale per i mercati che accoda il Canada alle mosse di Janet Yellen.

La sterlina risente del processo Brexit sempre più caotico

Resta decisamente volatile il quadro sulla sterlina. Bloomberg parla di una Brexit sempre più caotica,  con un governo britannico debole e disorientato dalla compattezza europea. In questo scenario la settimana passata la sterlina ha aggiornato i minimi del 2017 contro l’euro (0,8949), per poi recuperare nel finale, nell’attesa di una mossa da parte della Bank of England che potrebbe alzare i tassi nel tentativo di frenare la discesa della sterlina e la conseguente inflazione in stabile crescita da mesi nel Regno Unito.

La debolezza del dollaro dà forza all’oro. In recupero anche argento e petrolio

Sul fronte delle materie prime, la debolezza del dollaro ha fornito ossigeno ai metalli preziosi, con l’oro che è risalito a 1.230 dollari l’oncia, allontanandosi dalla soglia psicologica dei 1.200$, che ha spesso rappresentato un valido supporto per il metallo giallo. Dopo il flash crash di inizio luglio ha recuperato terreno anche l’argento, nuovamente vicino ai 16 dollari l’oncia.

Fra le commodity acquisti anche sul petrolio. Il West Texas Intermediate (WTI), la quotazione americana del greggio, è risalita a 46,60 dollari al barile, mentre il Brent viene scambiato a 49 dollari al barile.

*Capo analista ActivTrades

COME INVESTIRE SULLE VALUTE E SULLE MATERIE PRIME

Per investire su valute e materie prime il risparmiatore ha a disposizioni diverse soluzioni: Etf, obbligazioni in valuta estera, ma anche acquisto di azioni denominate in altra valuta.

Gli investitori più esperti possono utilizzare anche Etf short e a leva, Etc ed Etn, Cfd

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RIPRODUZIONE RISERVATA © 20 luglio 2017